martedì 18 giugno 2013

Primo anno di Komvux finito

Dopo 9 mesi di lezioni ho finito le lezioni al Komvux.
Come avevo infatti scritto lo scorso anno, ad agosto avevo iniziato a frequentare i corsi di svedese al Komvux di Kalmar.
Komvux sta per (KOMmunal VUXenudbilding) quindi scuole comunali per l'istruzione degli adulti e sono riservate alle persone che non hanno finito gli studi obbligatori o che devono completarli per accedere all'università.
La scuola in Svezia è organizzata in modo diverso rispetto all'Italia. Oltre ai corsi di base, che tutti devono seguire, qui iniziano prestissimo a seguire i corsi che più preferiscono (se uno vuole studiare una materia tecnica seguirà più ore di matematica per esempio rispetto ad un altro ragazzo che invece vuole studiare lingue straniere, il quale studiarà più inglese rispetto al primo studente).
Succede quindi che, uno che in passato ha intrapreso la strada per lo studio delle lingue straniere ma vuole iscriversi ad un'università tecnica, gli venga richiesto di frequentare il corso di Matematica 6 (ad esempio) perchè nel suo percorso scolastico si è fermato al livello 5.
Ed ecco che si ritrova a frequentare il corso di Matematica livello 6 al Komvux per poter poi accedere all'iniversità.
Per gli stranieri il concetto è uguale (per accedere all'università - a parte le università in cui corsi sono tenuti in inglese - è richiesto sempre ovviamente un buon livello di svedese) ma per poter accedere al Komvux si deve aver completato l'SFI (cosa che io ho fatto durante il mio primo anno da volontario).
Con il diploma dell'SFI in tasca ci si può iscrivere ai corsi grundskola del Komvux (un po' le nostre elementari e medie) il quale però non assegna nessun livello per l'iscrizione all'università.
Nell'ultimo anno ho quindi seguito un corso di svedese grund al Komvux di Kalmar 3 lezioni alla settimana e il corso si è concluso con la temuta National Prov, la prova nazionale, in cui viene valutata la comprensione del testo, l'abilità di scrivere, la comprensione orale e l'abilità di comunicazione.
La prova l'ho passata abbastanza bene, e quindi ora ho la possibilità di iscrivermi al corso di svedese livello 1 (in tutto sono 3 livelli) e di frequentare i corsi da agosto a dicembre.
Vediamo come andrà, intanto mi godo l'estate, che se anche non bollente come in Italia mi permette di passare qualche ora al giorno in spiaggia :)

PS: per informazione i corsi al Komvux sono gratuiti al 100%.

lunedì 17 giugno 2013

Emigrare in Svezia for dummies

Questo è un diagramma che hanno creato Silvia e Gabriele, due ragazzi veneti che si sono trasferiti in Svezia qualche hanno fa e ora hanno un blog molto bello: One way to Sweden.



Questo diagramma è un po' un ABC su quello che si deve fare per trasferirsi in Svezia e ottenere il tanto agognato e indispensabile perssonnummer (il codice fiscale svedese).
La burocrazia c'è anche in Scandinavia, dove a differenza dell'Italia è più difficile che la conoscenza di qualcuno ti fa saltare la coda o fa chiudere un occhio all'impiegato di turno.

Se state decidendo di trasferirvi in Svezia munitevi di tutti i documenti che vi vengono richiesti, spirito d'adattamento, disponibilità ad imparare lo svedese (lingua bellissima ma ahimè abbastanza ostica per noi del sud Europa) e una bella sciarpa e un paio di guanti pesanti per l'inverno.

Fatto questo verrete accolti super positivamente, potrete iniziare i corsi di lingua gratuiti, iscrivervi al centro dell'impiego svedese e iniziare la ricerca (a volte lunga) del lavoro...
Non tutti quelli che cercano di trasferirsi riescono ad adattarsi qui, ma forse vale la pena provarci, in ogni caso IN BOCCA AL LUPO. :)

giovedì 23 maggio 2013

La Svezia e i suicidi

Circa 3 anni fa, quando mi apprestavo a venire in Svezia per la prima volta le classiche affermazioni che quasi tutti mi facevano erano: "In Svezia? Con il freddo che fa la?" e "Stai attento, la Svezia è il Paese con il tasso di suicidi più alto al mondo".
Sul freddo è vero, l'inverno è freddo, ma si sopporta tranquillamente, e visto il sole e le temperature di queste settimane, sembra quasi che faccia più freddo nella piovosa Italia questa primavera.
Per verificare l'affermazione che qui sembra si suicidino tutti invece ho fatto una piccola ricerca in internet e ho trovato sul sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero di suicidi per ogni 100.000 abitanti, divisi per stato.

Guardando un po' i numeri si può subito vedere che il Paese con più suicidi al mondo non è uno stato europeo, ma bensì la ricca Corea del Sud (della Corea del Nord non si hanno dati).
Il primo stato dell'Unione Europea è al secondo posto ed è la Lituania dove nel 2011 si sono verificati ben 31,6 suicidi ogni 100.000 abitanti.

La Svezia è si alta nella classifica ma non è prima, si trova al 23° posto mondiale, con 15,3 e nell'Unione Europea è preceduta da ben 8 stati oltre alla Lituania:
Ungheria 21,7
Croazia 19,7
Estonia 18,1
Belgio 17,6
Lettonia 17,5
Slovenia 17,2
Finlandia 16,8
Polonia 15,4

La cosa strana è che segue a ruota la Francia, un Paese mediterraneo quindi, e non scandinavo, con un tasso di 15,0 suicidi all'anno ogni 100.000 abitanti.

E l'Italia? L'Italia occupa il terzultimo posto della classifica dei Paesi dell'Unione Europea con 6,7.

Chiudono la classifica Cipro con 3,6 e la Grecia con 3,5.


Quindi è vero che nel sud Europa la gente si suicida meno, forse il sole e le giornate un po' più lunghe in inverno rispetto al nord Europa incidono veramente, ma sarei curioso di vedere i dati di Italia, Cipro e Grecia aggiornati, visto che di tutti e tre i Paese abbiamo dati un po' vecchi (2009 per Cipro e Grecia e addirittura 2007 per l'Italia) mentre per la Svezia ad esempio sono disponibili i dati del 2011.
Sarei curioso di vedere se la crisi che ha colpito i Paesi del sud Europa ha inciso sul dato dei suicidi, quante volte ultimamente si sentono casi di persone che si tolgono la vita anche per colpa della crisi?

Per concludere, in Svezia ci si ammazza di più che in Italia ma non è il Paese con più suicidi al mondo, e mi raccomando la prossima volta che sentite che un vostro amico va in Lituania, ricordategli che è il Paese con più suicidi d'Europa, o se volete essere sicuri, emigrate a Cipro o in Grecia, la non si ammazza quasi nessuno.

Fonte: OMS (http://www.who.int/mental_health/prevention/suicide_rates/en/)

martedì 21 maggio 2013

Mezza maratona di Göteborg: Göteborgsvarvet

Lo scorso weekend ho partecipato per la prima volta a una mezza maratona, per la precisione quella di Göteborg, chiamata Göteborgsvarvet.
Tutto è nato l'anno scorso quando sono tornato in Svezia, e durante l'estate mi son messo a corricchiare un po', ma sapendo di fermarmi al primo vero freddo. Per trovare le motivazioni per correre anche nei lunghi mesi invernali ho pensato di allenarmi per una mezza maratona e girando un po' in internet ho scoperto questa manifestazione che si svolge ogni anno a maggio dal 1980.
La particolarità di questa corsa è che è la corsa con più iscritti al mondo (quest'anno erano 64.169) più della Maratona di New York.
C'è da dire che di tutti gli iscritti quasi 20.000 non si presentano alla partenza, ma i 45.000 partecipanti creano comunque un bel casino in giro per le strade della città.
I runner vengono divisi in 25 gruppi (26 se si conta anche l'elite) in base ai tempi registrati in altre maratone o in edizioni passate e i gruppi partono ogni 6/7 minuti, per evitare super ingorghi (che comunque inevitabilmente si creano).
Io non avendo mai fatto una di queste corse, e non avendo quindi nessun tempo registrato, partivo con l'ultimo gruppo, alle 16:00.

Questo è il video della presentazione della corsa:


Per prepararmi a questa gara, ho corso parecchio, da settembre (mese in cui chiudono le iscrizioni) ho corso circa 800 km, ma le uscite più faticose sono state quelle durante l'inverno, a volte nel bel mezzo di nevicate, o comunque con parecchi gradi sotto zero.
Sapendo che avevo come obiettivo quello di correre 21Km, mi son ritrovato ad andare a correre ad orari assurdi, come alle 6 del mattino, o a mezzanotte, il tutto perchè durante il giorno non avevo tempo, ma non volevo stare una settimana senza correre.

Sabato ero abbastanza tranquillo, sapevo di avere abbastanza benzina nelle gambe, 10 giorni prima avevo provato a correre 20Km qui a Kalmar e ce l'avevo fatta senza grossi problemi, ma in gara non si sa mai come va.
Per prima cosa migliaia di persone che corrono assieme ti fanno perdere il passo, sei obbligato a frenare e accelerare moltissime volte, secondo a Göteborg faceva veramente caldo per essere maggio in Svezia, più di 25° nessuno se li poteva aspettare e per terza e ultima cosa, la cosa più difficile è che Göteborg è molto collinare e correre tra le sue strade non è per niente facile.

Risultato: con più fatica di quello che pensavo, ho raggiunto il traguardo, volevo provare a correre in meno di 2 ore, ma l'ho completata in 2h03m59s. Poco conta l'importante è essere arrivato al traguardo, questo mi da la possibilità di migliorarmi il prossimo anno, conoscendo meglio il percorso e le reazioni del mio corpo a questo tipo di sforzo.

Nella classifica finale sono al 16.159° posto, ma posso assicurarvi che quando si entra nello stadio e si corrono gli ultimi metri prima del traguardo e quando ti viene data la medaglia, ci si sente come il vincitore, e tutto il freddo patito durante l'inverno sparisce.


martedì 9 aprile 2013

La dichiarazione dei redditi

E' tempo di dichiarazione dei redditi un po' ovunque, sia in Italia sia in Svezia, ma nei due Paesi le cose funzionano in maniera diversa.
Dico la verità che non so bene come funzionano le cose in Italia, quindi potrei anche sbagliarmi, racconto solo la mia esperienza.

Nel 2010 lavoravo in Italia e come lavoro extra ho tenuto dei corsi serali di informatica per persone disoccupate, questo significa che in quell'anno ho avuto due redditi e ricevuto due CUD l'anno successivo. Nel periodo di dichiarazioni ero in Svezia, ma in primavera sono tornato in Italia per questa e altre pratiche burocratiche.
Pagai 30€ in nero una persona che consegnati tutti i documenti in un paio di giorni mi ha compilato il tutto. Risultato, son dovuto andare in una banca a farmi fare un timbro, ed è risultato che dovevo riavere indietro 86€ di tasse che avevo pagato in più.
Degli 86€ me ne dimentico totalmente, ma lo scorso autunno ricevo una lettera dall'agenzia delle entrate in cui mi invitano a ritirare i soldi presso un ufficio postale.

Nel 2012 ho iniziato a lavorare in Svezia per 3 diversi enti contemporaneamente. Al momento di ricevere la busta paga ti viene trattenuto il 30% come tassa preliminare e poi i conti si fanno ad anno finito.
Tra gennaio e febbraio ho ricevuto il "CUD svedese" da tutti i datori di lavoro da cui ho ricevuto una busta paga. Ora ad aprile, l'ufficio delle tasse invia a tutti i contribuenti la dichiarazione dei redditi già completata con scritto quanto hai pagato con il 30% di tasse preliminari e quanto invece dovevi pagare esattamente.
La dichiarazione è già fatta, basta solo andare in internet o inviare un sms di conferma della correttezza dei dati.
Io con il 30% ho pagato più del dovuto e entro la fine di giugno riceverò sul conto corrente i soldi che ho pagato in più lo scorso anno...

Forse tanti mi diranno che anche in Italia non è poi così complicato, ma per prima cosa qui è GRATIS, e non devo andare a consegnare documenti a nessuno, o fare la coda alle poste per ricevere indietro quello che mi spetta. Il commercialista (almeno per i privati) non esiste, sarebbe inutile, lo Stato sa quanto hai guadagnato e è lui che ti deve dire quanto devi pagare...

mercoledì 27 febbraio 2013

Le elezioni in Assurdistan


Tutti che parlano delle elezioni politiche in Italia e allora perchè non mettere questo articolo letto sul blog del giornalista Marco Cattaneo che parla delle elezioni in un Paese chiamato Assurdistan?
Che qualcosa non funzionasse nella legge elettorale che il suo stesso estensore aveva definito “una porcata”, lo sospettavano, gli abitanti dell’Assurdistan. Ma le elezioni del 2013, sotto la neve, misero sotto gli occhi di tutti i paradossi che i cavilli di quella legge avevano generato. Al Senato del piccolo paese, il sistema elettorale in vigore non era proporzionale, e nemmeno maggioritario. Tanto che per inquadrarlo gli esperti avevano coniato un nuovo termine: lo sproporzionale.
Andati a dormire ancora nell’incertezza del risultato, ché da quelle parti lo spoglio delle schede si eseguiva con meticolosa lentezza, si risvegliarono con la sconcertante rivelazione che l’aritmetica li aveva abbandonati. Gli intellettuali corsero a spulciare le premonizioni di Gödel. Gli altri, più modestamente, andarono a fare colazione. Per scoprire che da quel giorno, al bar, cappuccino e brioche costavano meno del cappuccino solo. E il cappuccino costava meno del caffè. Anche i registratori di cassa si erano ribellati alla dittatura dei numeri interi.
Il risultato dello sproporzionale aveva reso il paese ingovernabile, ma d’altra parte lo era da tempo. Non era certo quel dettaglio a mettere in ginocchio la contabilità dell’Assurdistan. Era, piuttosto, il modo in cui i seggi erano stati distribuiti.
Al Senato, il tallone da killer (cit.) del paese, la coalizione Unopertuttietuttiperuno aveva ottenuto il 31,6 per cento dei voti. La coalizione Ognunopersé aveva ottenuto il 30,7. E il neonato movimento Unovaleunotuttiglialtrisonnessuno aveva raccolto un sorprendente 23,8. In virtù degli equilibrismi consentiti dalle quatto operazioni, però, a Ognunopersé spettavano 116 seggi, mentre Unopertuttietuttiperuno ne riceveva 113. Unovaleunotuttiglialtrisonnessuno ne portava a casa appena 54. Meno della metà.
Ora, con il proporzionale quei 283 seggi sarebbero stati distribuiti così: 104 a Unopertuttietuttiperuno, 101 a Ognunopersé e 78 a Unovaleunotuttiglialtrisonnessuno. Con il maggioritario, Unopertuttietuttiperuno avrebbe avuto la maggioranza, e avrebbe potuto governare. Ma in Assurdistan era anche solo impensabile un’eventualità del genere.
Perché lì il Senato era eletto con premio di maggioranza per le coalizioni vincenti nelle singole contrade, che in fatto di preferenze politiche erano molto divise. E quel sistema locale attribuiva seggi in modo quantomeno bizzarro.
Nella contrada dei Savoiardi, per dire, Unopertuttietuttiperuno aveva ottenuto la maggioranza relativa per una manciata di voti. E gli spettavano 13 dei 22 seggi complessivi anche se nemmeno un elettore su tre l’aveva scelta. Tutti i seggi andavano poi al primo partito della coalizione, per via di altri bizantinismi aritmetici, che aveva ottenuto il 26,8 per cento. A Ognunopersé, che aveva perso per un pelo, ne andavano solo 4. E a Unovaleunotuttiglialtrisonnessuno, che aveva quasi le stesse preferenze del primo partito di Unopertuttietuttiperuno, la miseria di 3.
La contrada dei Cassoeulari, la più popolosa dell’Assurdistan, assegnava 49 seggi. Lì la vittoria di Ognunopersé era netta, come sempre. Ma resta un fatto che il secondo partito di Ognunopersé, con il 13,7 per cento dei voti, aveva 11 seggi al Senato, proprio come Unopertuttietuttiperuno, che di voti ne aveva presi il doppio.
Ancora, a Pastaefasoi aveva vinto sempre Ognunopersé, ma anche lì il secondo partito della coalizione aveva segnato il passo. Solo il 10,9 per cento, che pure gli bastava per avere 5 seggi. Uno in più dell’intera coalizione Unopertuttietuttiperuno, che aveva avuto il 25 per cento dei voti, e del movimento Unovaleunotuttiglialtrisonnessuno, che aveva avuto il 24,6.
Più giù, nell’isola della Cassata, la spuntava la coalizione Ognunopersé. E il suo primo partito si guadagnava tutti i 14 seggi destinati a chi vinceva il premio di maggioranza. Ma quel partito, facevano notare i più sconcertati, aveva ottenuto il 26,4 per cento dei voti. Meno della coalizione Unopertuttietuttiperuno, che con il 27,3 per cento si era aggiudicata appena 5 seggi, e molti ma molti meno del movimento Unovaleunotuttiglialtrisonnessuno, che trionfando con il 29,5 per cento eleggeva a malapena 6 senatori.
È stata il mio incubo di questa notte, questa storia paradossale. E mi sono svegliato questa mattina tutto sudato, pensando agli abitanti dell’Assurdistan, dove ormai questa mattina lo spread è arrivato a 55.000, ma tutti sono felici pensando che finalmente il cappuccino è un diritto di tutti.
Pfiu, per fortuna io vivo in Italia.
Qui l'articolo.
Vediamo se la prossima volta mi vien voglia di scrivere qualcosa sulle elezioni in Italia...

venerdì 22 febbraio 2013

Little Italy virtuale

Perchè non ricominciare a scrivere nel blog? Mi è ritornata l'ispirazione...
Forse più essere un po' un aiuto per chi vuole trasferirsi qui, o anche solo vuole venirci in vacanza... I blog degli altri italiani emigrati in Svezia molte volte mi sono molto utili.
Leggere come hanno risolto magari un problema burocratico che hanno affrontato prima di me, oppure un suggerimento su dove si più trovare un determinato cibo...
Dopotutto "Little Italy" è sempre esistita, e ora più continuare attraverso i blog.

OBS: Nel blog scriverò cosa molto soggettive, paragonerò molto la Svezia all'Italia, quindi se molte volte criticherò il Bel Paese vi prego di non offendervi!!! :)
OK cercherò di parlarne anche bene... :)